01/12/2017
AGRICOLTURA. BISINELLA SU CERTIFICATI ANTIMAFIA: “INTERVENTO DEL GOVERNO PER SALVAGUARDIA AZIENDE”

“Potrebbe creare enormi disagi e danni agli agricoltori l’introduzione della norma che estende l’obbligo di presentare la certificazione antimafia a tutte le aziende che ricevono più di 5mila euro l’anno di contributi attraverso la domanda unica Pac: chiedo un intervento urgente del governo affinché sia fatta chiarezza immediatamente sul tema, salvaguardando le aziende ed i posti di lavoro”. Lo afferma la senatrice di Fare! Patrizia Bisinella, facendo riferimento alla modifica dei limiti entro cui scatta l’obbligo di presentare la certificazione antimafia.

 

“L’estensione dell’obbligo di presentare la certificazione antimafia alle imprese che ricevono anche solo 5mila euro di contributi allarga in modo esorbitante la platea degli interessati – sottolinea Bisinella -. L’onere nel 2016 gravava sulle grandi aziende con titoli Pac superiori a 150mila euro, coinvolgendone quindi tra le 2mila e le 3mila in tutto il Paese. Ora si rischia di compromettere tra le 100mila e le 300mila imprese, cosa che potrebbe determinare una vera e propria paralisi degli organismi pagatori, aggravando il carico burocratico, intasando le prefetture, col rischio di arrestare le erogazioni degli stessi fondi, danneggiando quindi l’intero comparto.

C’è la proposta di innalzare la soglia al di sotto della quale far scattare l’esonero, obbligando a presentare la documentazione antimafia le aziende che percepiscono più di 25mila euro di contributi. Sarebbe un primo passo, ma è da valutare attentamente nel complesso l’opportunità di introdurre nuovi adempimenti in un settore già fortemente in crisi a causa dell’enorme burocrazia con cui fa i conti quotidianamente