10/04/2014
Altri venti clandestini: «Adesso basta, Treviso ha già dato»

TREVISO – Per questa sera è previsto l’arrivo a Treviso di altri venti clandestini, dopo i quaranta che erano giunti il 21 marzo scorso. La notizia suscita nuovamente la contrarietà della Lega Nord e la presa di posizione della senatrice trevigiana Patrizia Bisinella, capogruppo in Commissione Affari Costituzionali al Senato.

«Treviso ha già dato, accogliendo appena qualche settimana fa una quarantina di clandestini – afferma Patrizia Bisinella -. Il Governo persevera e ne manda altri nella nostra provincia, nonostante già il 21 marzo scorso la Prefettura avesse detto chiaramente che non c’era la disponibilità per mancanza di spazi adeguati ad accogliere gli stranieri in arrivo. A pagarne, in termini di costi e ricadute sociali, sarà ancora una volta la popolazione locale.

Il sindaco Giovanni Manildo si appella ai cittadini e li ringrazia in anticipo per la comprensione e parla lui stesso di una situazione di emergenza, sottolineando come i clandestini rimarranno al dormitorio pubblico fino al 10 maggio e poi si troverà un’altra sistemazione: si continua a mettere delle pezze senza avere un minimo di programmazione e senza avere idea di quello che accadrà in seguito. Dove si riverseranno poi questi clandestini? Parte di loro, come accaduto per quelli arrivati a marzo, molto probabilmente si daranno alla macchia e gireranno indisturbati per il nostro territorio, mentre gli altri continueranno ad essere a tempo indefinito un costo che non ci possiamo permettere».

 

Questo nuovo arrivo di extracomunitari a Treviso è il frutto di un’azione politica sbagliata sul fronte dell’immigrazione secondo la parlamentare di Castelfranco Veneto. «Il premier Renzi ed il ministro dell’Interno Alfano sono chiaramente inadeguati: sul fronte dell’emergenza sbarchi è evidente che non sono in grado di ricoprire il delicatissimo ruolo che dovrebbero svolgere – dice ancora Patrizia Bisinella -. Permettono che nel nostro Paese continui l’invasione pericolosissima dei clandestini senza aver finora approntato alcuna misura idonea a contenere il fenomeno, semplicemente riversandolo sui territori, senza preoccuparsi di ciò che poi sarà l’impatto per il sistema sociale, anche sul fronte dell’ordine pubblico e sicurezza.

Il Governo ha abbandonato i presidi sul territorio, impartisce ordini alle prefetture senza conoscere le realtà locali e ha abbandonato i suoi uomini, quelle forze dell’ordine che prima lavorano in condizioni disastrose e senza mezzi e poi anche grazie al suo silenzio vedono vanificare ogni loro sforzo».