08/05/2014
Anche i sindaci di centrosinistra non vogliono i clandestini

VENETO – Anche i sindaci di centrosinistra si allineano alla posizione della Lega Nord sull’arrivo di clandestini. Basta leggere le dichiarazioni riportate oggi nel Corriere del Veneto, in un articolo dal titolo a dir poco chiaro I sindaci: «Adesso basta, non ne vogliamo più».

 

Ecco allora che Giorgio Orsoni, sindaco di Venezia, dichiara: «Abbiamo sollevato il problema profughi davanti al governo un mese fa, senza ottenere risposta. La situazione è difficile, non si può scaricare sui comuni l’onere dell’accoglienza…». E uno!

A lui fa eco il collega di Padova, Ivo Rossi: «Siamo tutti preoccupati, soprattutto perché non si intravede una strategia capace di dare una risposta duratura, di prospettiva. Ci si limita a scaricare sui comuni un’emergenza epocale, che va invece affrontata in modo serio, non episodico, con il coinvolgimento della Ue e progettando anche il dopo…». E due!

Si aggiunge il sindaco di Vicenza, Achille Variati. «Quando lo stato ci darà garanzie che si tratta realmente di persone in possesso dei requisiti necessari a chiedere e ottenere lo status di rifugiati in base alla convenzione di Ginevra allora saremo pronti a fare la nostra parte. Ma ora queste garanzie non ci sono e quelli che oggi vengono chiamati profughi domani potrebbero essere considerati dallo stato soggetti senza titoli per rimanere in Italia, quindi clandestini…». E tre!

A Treviso, pure il sindaco Giovanni Manildo sottolinea che la situazione va gestita in modo differente dal governo guidato dal Partito Democratico di Renzi: «Noi non possediamo strutture idonee a garantire una soluzione a lungo termine, possiamo rispondere solo all’emergenza. È però necessario che la questione sia affrontata dal governo centrale». Quattro!

 

Sembra di sentir parlare dei leghisti, che sugli arrivi di immigrati degli ultimi  tempi hanno sempre fatto dichiarazioni di questo genere.  «Appunto… ma se lo diciamo noi siamo razzisti – afferma Patrizia Bisinella – Denunciavo non a caso una situazione d’allarme, contro il solito perbenismo da irresponsabili. Finalmente se ne sono resi conto pure loro, che guarda caso ora  la pensano proprio come noi».