14/11/2014
Antenna Tre, interrogazione al ministro dello Sviluppo Economico

SAN BIAGIO DI CALLALTA – La senatrice della Lega Nord Patrizia Bisinella presenta un’interrogazione al ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi sul caso di Antenna Tre, storica emittente televisiva di San Biagio di Callalta (Tv): a causa dei contributi statali previsti della legge sull’editoria che non arrivano, i suoi circa settanta dipendenti fanno i conti con il blocco degli stipendi da mesi e la tv rischia di chiudere.

«Antenna Tre, in mancanza dei contributi statali, si è vista costretta a praticare delle scelte drastiche a scapito dei lavoratori: cassa integrazione, riduzione dell’orario di lavoro, decurtazione degli stipendi, fino al blocco completo degli stessi stipendi, ormai da agosto, ai circa settanta dipendenti – spiega Patrizia Bisinella nella sua interrogazione, sottoscritta anche da altri parlamentari veneti -. Si tratta di una realtà che riveste un ruolo di informazione e pluralismo importante, anche sostituendosi, in molti casi, al servizio pubblico televisivo, e proprio per questo rientra tra le emittenti per cui sono previste della provvidenze statali.

Il mancato arrivo dei contributi previsti per legge e dei fondi della cassa integrazione in deroga hanno portato alla crisi di molte emittenti venete che devono fare i conti con una pesante difficoltà finanziaria, seppur in presenza di bilanci solidi, con centinaia di posti di lavoro a rischio».

 

Bisinella chiede al ministro dello Sviluppo Economico «come intenda attivarsi affinché Antenna Tre ed altre realtà analoghe venete vengano tutelate in virtù dell’importanza che rivestono come garanti del pluralismo informativo e quali siano le tempistiche previste per l’erogazione dei finanziamenti pubblici».

«Mi auguro – conclude la senatrice trevigiana – che tutte le forze politiche del territorio unitamente alle istituzioni presenti capiscano l’importanza di mettere in campo un’azione trasversale di difesa, i contributi vanno erogati subito, si tratta di un taglio assurdo e penalizzante per l’emittenza locale e limitativo del diritto d’informazione del nostro territorio».