01/02/2014
Assemblea regionale carrozzieri, Bisinella: «Stop al decreto, salviamo i posti di lavoro»

VICENZA – La prossima settimana in Parlamento si deciderà del futuro di migliaia di carrozzieri: sarà al vaglio il decreto “Destinazione Italia”, con la cui approvazione verrà imposto di riparare il veicolo incidentato esclusivamente dalle officine convenzionate con le assicurazioni e pagate direttamente da quest’ultime.

Un provvedimento che ha creato fibrillazione negli operatori del settore veneti (sono quasi 2mila le carrozzerie artigiane coinvolte in regione), i quali questa mattina si sono dati appuntamento al Centro Congressi Confartigianato a Vicenza. “Giù le mani dai carrozzieri”, lo slogan scelto per l’incontro, dov’è intervenuta anche la senatrice trevigiana della Lega Nord Patrizia Bisinella. La parlamentare di Castelfranco Veneto aveva già incontrato i carrozzieri veneti il 15 gennaio scorso a Roma, nel corso della manifestazione nazionale unitaria organizzata dalle associazioni di categoria.

«Il nostro gruppo – dichiara Patrizia Bisinella – ha presentato vari emendamenti allo scopo di stralciare l’articolo 8 del decreto “Destinazione Italia”, recependo le istanze avanzate dalle associazioni che rappresentano la categoria. Emendamenti sono stati presentati anche da gruppi politici che sostengono il governo e mi auguro che il testo sia modificato già alla Camera».

 

Se passerà così com’è il decreto porterà alla chiusura di moltissime carrozzerie e alla perdita di migliaia di posti di lavoro (sono circa 6mila gli addetti in Veneto). «A perderne non saranno solo gli addetti del settore, ma anche i cittadini, cui verrà preclusa la possibilità di rivolgersi al carrozziere di fiducia – prosegue la parlamentare della Lega – Si mettono a rischio migliaia di posti di lavoro e si penalizza il tessuto produttivo che proprio nel Nordest si basa su piccole imprese artigiane, come appunto le carrozzerie. Quest’ultime, se costrette a convenzionarsi con le assicurazioni, dovranno accettare condizioni svantaggiose che in definitiva ricadranno sui clienti, ai quali verrà offerto un servizio di qualità più bassa aumentando i rischi sulla strada.

Si tratta di un decreto volto a favorire esclusivamente la lobby delle assicurazioni. Il governo l’ha emesso proprio su spinta delle stesse assicurazioni, spacciandolo come ricetta giusta per arrivare ad una riduzione dei costi dei premi, ma non è così».