11/06/2014
Bisinella: «Siamo noi la forza politica che può riformare il centrodestra» – Intervista “La Padania”

di Andrea Accorsi

 

Senatrice Bisinella, all’inizio del suo mandato Renzi aveva annunciato il varo delle riforme istituzionali entro il 10 giugno. Una promessa rivelatasi da Pinocchio…
«Assolutamente sì – risponde la parlamentare veneta Patrizia Bisinella, segretario della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama -. Tanti annunci di Renzi non trovano poi riscontro nei fatti».

 

Eppure, alla luce dei risultati dell’ultima tornata elettorale, gran parte degli elettori sembrano disposti a farsi abbindolare da lui. Perché?
«In questa fase Renzi trova facile terreno nell’esasperazione della gente. In un momento di grande difficoltà economica e sociale, c’è molta disaffezione verso le istituzioni e la politica, e si rischia di fare di tutta l’erba un fascio. Renzi è visto come un’occasione per cambiare le cose, la gente si aggrappa a questa speranza e gli dà fiducia. Il nostro timore, fondato visto quanto succede in Parlamento, è che le sue siano solo chiacchiere, fumo gettato negli occhi della gente, e che quando si dovrà arrivare alla resa dei conti sia il Paese a pagarne le conseguenze».

 

Che cosa sta facendo, di fatto, il governo?
«Non sta facendo nulla sul primo problema da risolvere, che è la disoccupazione. Nulla sulla riforma del fisco. Nulla, soprattutto, per sburocratizzare. E nulla sui tagli drastici alla spesa pubblica, l’unico vero modo di rilanciare l’economia, liberando
risorse da dare alle imprese e ai lavoratori».

 

E sulle riforme istituzionali?
«Sono ancora in alto mare in commissione, anche per i veti incrociati all’interno dello stesso Pd, per nulla allineato sui punti fondamentali checché ne dicano loro. Noi stiamo svolgendo un’attività fatta di proposte emendative serie, di contenuto.
Siamo per le riforme, ma vogliamo riforme di sostanza, che cambino veramente questo sistema Paese che non funziona più, che siano strutturali e portino i benefici che servono».

 

Quanto trovano sponda le vostre proposte?
«Quelle del governo vanno nella direzione opposta. C’è una riforma mal congegnata
e molto pasticciata, per un preoccupante neocentralismo. L’impianto di Renzi è fatto solo per poter annunciare di aver fatto qualcosa, ma rischia di procurare gravissimi danni. Torna uno statalismo che arrecherà solo danno alle Regioni, in
particolare a quelle del Nord, e non rispetta la volontà popolare. Noi siamo per l’elezione diretta dei rappresentanti del popolo, mentre il sistema di Renzi è fatto di inciuci perché lascia le decisioni solo alle Segreterie dei partiti. Sul riparto di competenze, devono essere accentuate le prerogative regionali. E siamo per un Senato delle autonomie che valorizzi davvero i territori e tenga conto delle loro specificità, nell’ottica del federalismo».

 

Quale voto darebbe alla Lega dopo la doppia tornata elettorale Europee/Amministrative?
«Un voto entusiastico: 10. Se guardiamo alle difficoltà oggettive da cui siamo partiti,
il risultato è ottimo. Il Movimento c’è, è vivo e pimpante, ha idee, progetti concreti e persone in gamba che sanno portarle avanti. Ha saputo rinnovarsi e deve continuare su questa linea.
Il nostro approccio molto concreto ai problemi reali paga, la gente sta tornando a darci fiducia e a credere in noi. Siamo gli unici a portare avanti un’azione politica chiara e precisa, concreta e coerente su economia, immigrazione, lavoro.
Tutti gli altri si perdono in discorsi fumosi, non sono coerenti e il voto lo ha evidenziato, mentre noi siamo quelli che sanno presentare programmi seri e credibili».

 

La Lega può essere l’elemento coagulante di un nuovo, ampio schieramento politico alternativo al centrosinistra?
«Certamente. I risultati delle elezioni parlano chiaro: si evidenzia una forte crisi politica dell’area di centrodestra mentre la Lega è cresciuta. Nell’area moderata siamo per la gente gli, interlocutori più credibili. Per la Lega c’è la possibilità, che è anche un dovere, di avere una funzione aggregante in un’area popolare della quale va riconquistata la fiducia. È un dato di fatto l’astensionismo nell’elettorato del centrodestra. Non si vota se non si trovano interlocutori credibili. La Lega può farsi interprete di questo sentimento sulla base di programmi seri, insieme a chi convergerà con noi su di essi. Siamo la forza politica che può riformare il centrodestra. Che poi è la strada intrapresa già dal Segretario Maroni, con un programma e un leader dalla Lega per il centrodestra. Un progetto sul quale abbiamo investito da lungo tempo, e i risultati ci danno ragione».

 

Com’è andata nella sua zona la raccolta firme per i referendum della Lega?
«Continuano a esserci richieste per sottoscriverli. Anche i referendum, che stanno andando molto bene, hanno contribuito a riavvicinare la gente ai nostri temi di battaglia più cari. Dalle mie parti è molto sentito quello per l’abrogazione della Legge Fornero, insieme al ripristino del reato di immigrazione clandestina».

 

Sarà lei il nuovo capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama in sostituzione di
Bitonci?

«Mi affido ai nostri vertici, che hanno sempre saputo valutare con la giusta attenzione quello che è più di aiuto al Movimento nelle varie scelte politiche. Certo mi piacerebbe che fosse ancora uno del Veneto».