16/04/2014
Clandestini fuggiti a Treviso: «Avevamo detto che sarebbe andata così»

TREVISO – «Ho appreso che tre clandestini sono scappati: in pochi giorni si è concretizzato quello che avevamo preannunciato, dimostrando chiaramente quanto sbagliata sia stata la scelta del sindaco di Treviso Giovanni Manildo». Lo sottolinea la senatrice della Lega Nord Patrizia Bisinella tornando sul caso dei venti clandestini giunti a Treviso la settimana scorsa ed ospitati in un’ex scuola a Santa Maria sul Sile.

Sabato scorso la Lega aveva manifestato in quartiere, facendosi portavoce delle proteste dei residenti che si erano rivolti ai rappresentanti della sezione locale del partito dicendosi preoccupati per la presenza degli immigrati. «Sabato avevo verificato personalmente la situazione, denunciando come la cosa fosse stata gestita in modo assolutamente inadeguato dall’amministrazione comunale di Treviso – dice Patrizia Bisinella – I clandestini sono stati messi in un edificio nel bel mezzo di un quartiere residenziale senza che ci fosse alcun controllo da parte della forze dell’ordine, tra l’altro in una pericolosa situazione di promiscuità con i bambini che giocano nel parco giochi della stessa struttura. L’avevamo detto chiaramente che era ovvio ci sarebbero state delle fughe, cosa che puntualmente si è verificata. Ribadisco che si tratta di una soluzione vergognosa addossata sulle spalle della cittadinanza».

 

Proprio oggi alla Camera la Lega Nord ha contestato il ministro dell’Interno Angelino Alfano per come sta gestendo gli sbarchi. «Il ministro sta continuando ad imporre ai territori la presenza di questi stranieri – commenta la senatrice Bisinella – Cosa che è avvenuta anche a Treviso, sia coi quaranta immigrati che erano giunti tempo addietro sia con gli ultimi venti. Il problema viene semplicemente scaricato sulle comunità locali costrette ad arrangiarsi come possono: l’assoluta incapacità del governo nel gestire il fenomeno è evidente. Serve mettere in campo subito una difesa dei nostri confini, attuare i respingimenti, coordinare in modo deciso le prefetture ed ascoltare regioni e comuni. Occorre pretendere che l’Unione Europea si assuma le proprie responsabilità e si faccia carico del problema attuando subito il transito dei clandestini nello spazio Ue».