15/11/2017
CONDANNATO PER OMICIDIO MOGLIE E LIBERO DOPO 5 MESI, BISINELLA: “PER ENNESIMA VOLTA CAVILLI GIUSTIZIA ITALIANA GENERANO CASO ASSURDO”

“Ancora una volta i cavilli della giustizia italiana comportano una situazione assurda e inaccettabile: un uomo condannato a dieci anni per l’omicidio preterintenzionale e l’occultamento del cadavere della moglie è fuori dal carcere dopo appena cinque mesi”. Lo rileva la senatrice di Fare! Patrizia Bisinella, riferendosi al caso verificatosi a Legnago, in provincia di Verona, riportato oggi dalla stampa.

“La vicenda risale al 2009 e riguarda un moldavo di 50 anni condannato per l’uccisione a pugni della moglie, ritrovata in stato di decomposizione lungo l’Adige, dietro l’ospedale di Legnago – spiega Bisinella -. L’uomo era riuscito a rendersi irreperibile e solo nel 2015 era stato bloccato ad un posto di frontiera sul confine ucraino, grazie ad un mandato di cattura internazionale. Nel dicembre del 2016 è stato estradato in Italia, nel carcere veronese di Montorio, e nel giugno del 2017 condannato in udienza preliminare a 10 anni e otto mesi con rito abbreviato, pena già di per sé fin troppo bassa per la gravità del crimine commesso.

 

Ora si apprende che il Tribunale del Riesame di Venezia, accogliendo una richiesta dell’avvocato difensore, ha decretato la scarcerazione in quanto, e questo ha dell’incredibile, era già rimasto in carcere più del dovuto per quella fase dell’indagine, superando il termine dei dodici mesi di norma previsti. Anche se si tratta di omicidio! Di fatto, quindi, un uomo condannato per un ennesimo caso di femminicidio viene rimesso in libertà dopo appena cinque mesi dalla condanna, in attesa del processo d’appello, anche se credo farà di tutto per sparire nuovamente.

 

Non entro nel merito dei tecnicismi che hanno determinato questa situazione, ma mi limito a rilevarne l’assoluta paradossalità. Ancora una volta il nostro sistema penale e giudiziario si dimostra troppo lassista. Tutto questo non ha senso e il sentimento diffuso nella collettività è quello di impotenza e frustrazione: per l’ennesima volta passa il messaggio che anche chi si macchia di reati gravissimi in Italia in un modo o nell’altro può riuscire a farla franca”.