27/07/2015
Crolli, erbacce e fari rotti alla Rocca di Asolo: Bisinella chiede fondi

ASOLO (Treviso) – «Il Comune di Asolo deve essere messo in condizione di poter mantenere la sua storica Rocca. Il fulmine che ha colpito il monumento nei giorni scorsi aggrava una situazione già di per sé critica, per questo ho presentato un’interrogazione urgente al Ministro per i Beni e le Attività Culturali: servono fondi per riuscire a non mandare in rovina un pezzo di storia così significativo della Provincia di Treviso». Lo sottolinea la senatrice Patrizia Bisinella di “Fare!”, il nuovo soggetto politico del sindaco di Verona Flavio Tosi. 

«Il sindaco di Asolo, Mauro Migliorini, mi ha descritto le difficoltà con cui l’amministrazione cittadina si deve confrontare da anni per la tutela di un bene, risalente al XII secolo, di proprietà del Comune, ma patrimonio di tutti – dice ancora la senatrice Bisinella -. Un incontro previsto per oggi con la Sovrintendenza è slittato al 5 agosto prossimo. Intanto il merlo crollato sarà imbrigliato alla meno peggio e non si ha idea né di quando potrà essere sistemato, né tantomeno con che fondi. Il merlo, però, come detto non è che uno dei problemi. L’ultimo intervento significativo a tutela della Rocca di Asolo è stato effettuato a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta, il Comune si arrangia come può, ma non basta. Occorre intervenire urgentemente anche per togliere piante infestanti che rischiano di provocare ulteriori crolli, una scalinata va ripristinata al più presto perché pure rischia di cadere, l’impianto di illuminazione in molti punti è danneggiato da oltre due anni.

Quella del comune di Asolo è una tipica situazione in cui versano anche altre amministrazioni del territorio trevigiano che tra la scarsità di fondi e i vincoli del patto di stabilità non possono procedere alla salvaguardia dei beni storici ed architettonici di loro proprietà. Occorre che il governo, nel coordinare le azioni dei ministeri competenti, attui un’urgente politica strategica di interventi a tutela del nostro patrimonio storico culturale».