14/02/2014
Immigrazione, fiaccolata della Lega: «La Svizzera sia da esempio»

TREVISO – «Per sabato e domenica abbiamo organizzato oltre cinquanta fiaccolate nelle città del Nord per chiedere precedenza agli italiani per i posti di lavoro e un tetto agli immigrati, come in Svizzera». Lo afferma la senatrice della Lega Nord Patrizia Bisinella. A Treviso l’appuntamento è per domani, sabato 15 febbraio, alle 18. La fiaccolata si svolgerà lungo il centro cittadino, da piazza Duomo fino a piazza Aldo Moro, dove si terrà il comizio finale.

«Insieme a me saranno presenti tutti gli esponenti trevigiani del movimento e i militanti, che invito a partecipare numerosi per far sentire forte la nostra voce e protestare contro le politiche irresponsabili messe in campo da questo governo in tema di immigrazione – dice Patrizia Bisinella – La fiaccolata sarà l’occasione per riportare al centro dell’attenzione politica nazionale il tema invece del lavoro e dell’occupazione, che mai come in questo momento si sta facendo urgente nel nostro territorio, rispetto alla scelte di un governo occupato solo a pensare ad abolire il reato di immigrazione clandestina, favorire i flussi migratori, a svuotacarceri ed indulti, o alle proprie beghe interne, come in questi ultimi giorni, anziché concentrarsi sui veri problemi che affliggono i cittadini».

 

«Con la fiaccolata si alzerà forte la protesta della nostra gente per dire “basta immigrati” e  ”posti di lavoro prima ai nostri lavoratori”, come ha avuto il coraggio di fare la Svizzera – spiega ancora la senatrice – La tutela dei posti di lavoro della nostra gente e delle nostre famiglie e lo stop all’immigrazione, soprattutto quella clandestina, sono le priorità cui ogni governo di buon senso dovrebbe dare seguito. In questo senso, il Gruppo della Lega Nord, mercoledì scorso, ha depositato presso  la Corte di Cassazione cinque quesiti referendari per chiedere ai cittadini di pronunciarsi, democraticamente, su alcune questioni importanti.

Il primo per l’abolizione della Legge Fornero, una normativa insensata che ha portato solo il caos nei contratti con i lavoratori, che chiedono riforme e interventi che diano loro sostegno effettivo, e che ha lasciato senza alcun reddito né copertura migliaia di esodati.

Il secondo quesito per chiedere l’abolizione della Legge Merlin, a favore della riapertura delle case chiuse: inutile nascondersi dietro l’ipocrisia, è il momento di contrastare una realtà che non si può più ignorare, fingendo che il problema non esista, ma che va affrontata con serietà, impegnandosi per togliere dalla strada donne alla mercé di bande di criminali, sottraendole allo sfruttamento di uomini senza scrupolo.

Con il terzo quesito la Lega Nord chiede poi l’abolizione delle Prefetture, inutili organismi statali centralisti, che gravano sulle casse dello Stato e contribuiscono alla farraginosa burocrazia che già attanaglia questo Paese.

Infine, con il quarto e quinto quesito, proponiamo di interpellare gli elettori sull’opportunità di abolire la Legge Mancino e di vietare l’iscrizione ai concorsi pubblici degli stranieri. I primi ad avere accesso ai posti di lavoro devono essere i cittadini della nostra terra».