15/01/2017
MIGRANTI, INTERROGAZIONE DI PATRIZIA BISINELLA

Legislatura 17ª – Aula – Resoconto stenografico della seduta n. 739 del 12/01/2017

BISINELLAAl Ministro dell’interno – Premesso che:

 

dal luglio 2014 il Governo ha costantemente aumentato la quota di migranti assegnata al Veneto, territorio da sempre ben noto per accoglienza e ospitalità, e che di certo sta facendo la sua parte per far fronte a una delle emergenze più grandi e impegnative del secolo;

 

come recentemente ricordato dal Governo, il sistema di accoglienza si articola attualmente in una rete formata dal 41 per cento dei Comuni del Veneto, cioè da circa 240 Comuni sui 576 complessivi, che ospitano complessivamente oltre 14.000 migranti, dei quali oltre 500 inseriti nell’ambito del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar);

 

in tale contesto di fattiva collaborazione da parte del territorio e delle amministrazioni locali, la gestione dell’ordine pubblico e della sicurezza diventano fattore fondamentale; in questo senso, è da ritenere encomiabile lo sforzo delle comunità locali che, nei limiti di risorse e competenze, cercano costantemente di contrastare il crescente e preoccupante numero di episodi di delinquenza messi in atto da profughi e richiedenti asilo;

 

l’amministrazione comunale di Verona, ad esempio, nel corso degli anni ha effettuato nuove assunzioni nel comparto della Polizia locale e attivato il servizio di pattugliamento dell’area urbana da parte dell’esercito. Più recentemente, è stato previsto il monitoraggio delle zone più sensibili della città da parte di guardie giurate armate;

 

proprio il comune di Verona, negli ultimi mesi, è stato al centro di alcuni episodi che meritano attenzione e profonda considerazione da parte del Governo e delle istituzioni tutte, al fine di scongiurare il vanificarsi degli sforzi profusi per la tutela della collettività;

 

ultimo in ordine di tempo è il caso di un profugo del Gambia arrestato perché trovato dai carabinieri a spacciare droga sui bastioni, una zona sempre più terreno di frontiera, dove i ragazzini vanno a cercare le dosi di marijuana e i migranti spesso si accampano con bivacchi di fortuna; colto in flagranza di reato, è stato poi ricondotto nella struttura ospitante e condannato esclusivamente all’obbligo di firma, come previsto dalla normativa vigente;

 

ad avviso dell’interrogante, tale procedura è da ritenersi decisamente poco incisiva, mortifica la collettività e l’operato delle forze dell’ordine, rischiando altresì di incentivare il moltiplicarsi di azioni delinquenziali da parte dei richiedenti asilo ospitati sul territorio;

 

è all’attenzione della Camera dei deputati la proposta di legge AC 3402, a prima firma dell’on. Prataviera del gruppo “Misto-Fare! PRI”, nella quale si prevede, tra le altre cose, in caso di ricorso contro il rigetto della domanda, l’obbligo di attendere gli esiti giudiziari nei Paesi d’origine, evitando quindi la permanenza sul territorio di persone non titolate a rimanerci e talvolta potenzialmente pericolose,

 

si chiede di sapere:

 

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza del fatto e degli altri casi simili che hanno interessato il comune di Verona, e come intenda attivarsi e intervenire, anche sul piano normativo, al fine di garantire azioni forti e immediate nei confronti di chi, ospite nel nostro Paese, delinque;

 

se ritenga opportuno avviare una modifica sostanziale della normativa che regolamenta la permanenza dei richiedenti asilo in Italia;

 

se ritenga necessario, al fine di accelerare l’iter di riconoscimento dello status di rifugiato, potenziare il personale dedicato all’espletamento delle pratiche, in modo che l’accettazione o il rigetto delle domande vengano eseguiti in tempi più veloci, restringendo l’arco temporale di permanenza in Italia da parte di persone in attesa che ci sia un pronunciamento sulla loro situazione.

(4-06816)