14/10/2014
Sì del Veneto alla “Festa della Famiglia naturale”

VENEZIA – Approvata dal Consiglio regionale veneto la mozione presentata dalla vicecapogruppo leghista Arianna Lazzarini (nella foto) per l’istituzione della “Festa della Famiglia naturale” che impegnerà la Regione Veneto a richiedere al Governo centrale di non applicare il Documento standard per l’educazione sessuale in Europa, redatto dell’ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità. «In Veneto e Lombaria non si vuole in alcun modo fare delle discriminazione, anzi, si intende riconoscere diritti civili a gay e coppie di fatto   – sottolinea la senatrice della Lega Nord Patrizia Bisinella –. Con questa mozione, però, si dà un segnale importante che servirà a tutelare i principi della famiglia tradizionale».

 

«Una schiacciante maggioranza dei colleghi consiglieri ha perfettamente capito il senso della mia mozione a tutela della Famiglia tradizionale – commenta Arianna Lazzarini -. Un testo che per la prima volta a livello istituzionale fissa la Festa della Famiglia naturale, e sancisce il diritto ad educare i propri figli in modo diverso da quello (sconvolgente) previsto da OMS e UNAR nel ‘Documento standard per l’educazione sessuale in Europa’ già in vigore nelle scuole italiane. Oggi il parlamento regionale dice che una coppia ‘tradizionale’ ha gli stessi diritti educativi nei confronti della propria prole rispetto a un’altra coppia che invece si ritrova in pieno nei valori del Documento».

«Noi non siamo contro nessuno, tanto più che io stessa ho proposto e fatto approvare la legge 29/2012 per prestiti a famiglie monoparentali, ed ho sostenuto i bandi di Sernagiotto per i nuclei numerosi attuati nonostante i tagli al Sociale operati da Roma, oltre a dichiararmi favorevole al riconoscimento dei diritti civili per le coppie di fatto – specifica Lazzarini -. Sto seguendo con attenzione i lavori del Sinodo per la Famiglia, ed in particolare le odierne dichiarazioni del cardinal Erdo di Budapest, sul fatto che la Chiesa comprenda l’esistenza delle coppie gay e le voglia accogliere all’interno della Comunità, ma non ne ammetta assolutamente il matrimonio e tanto meno l’adozione di figli. Ecco, questo è anche il mio pensiero, a livello personale. A livello istituzionale, ho voluto unicamente fissare il diritto di una famiglia ad educare i figli secondo i propri valori quali essi siano, anche ed eventualmente in disaccordo con i contenuti del Documento Oms-Unar».