02/01/2014
Omicidio stradale: «Estendere il reato a chi compie manovre azzardate»

CASTELFRANCO – Accusare del reato di omicidio stradale non solo chi uccide qualcuno mettendosi alla guida sotto l’effetto di alcol o sostanze stupefacenti, ma anche chi compie manovre azzardate. A lanciare il messaggio al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri, che ha annunciato di voler arrivare in tempi rapidi ad un disegno di legge o un decreto per una veloce introduzione del reato, è la referente per la provincia di Treviso dell’Associazione Italiana Famigliari e Vittime della Strada, la castellana Paola Conte Bortolotto.

Quest’ultima porta come esempio quanto vissuto in prima persona anni fa, quando suo figlio Andrea venne investito e ucciso da un motociclista a Castelfranco. «Si era appurato che quest’ultimo aveva compiuto una manovra pericolosa, aveva fatto un sorpasso azzardato ed in più correva forte – spiega Paola Conte Bortolotto – Eppure alla fine se l’era cavata come se avesse messo sotto un gatto: era stato condannato a poco più di un anno di reclusione, ma essendo incensurato ovviamente in carcere non c’era finito nemmeno un giorno. Qualche mese senza patente e poi era ancora libero di correre come un matto. Chiediamo al ministro Cancellieri di tenere conto anche di casi come questo: persone che, nonostante non abbiano assunto alcol o sostanze stupefacenti, guidano in modo assolutamente irresponsabile. Anche da lucidi si possono compiere atti estremamente pericolosi quando ci si mette alla guida».

Negli intenti del ministro c’è la riduzione dei tempi di attesa per i risarcimenti alle famiglie delle vittime. «Nel nostro caso il processo si era chiuso in poco più di un anno, ma solo perché io e mio marito avevamo deciso di non sottoporci a perizie psichiatriche per la quantificazione del danno patito proprio per evitare di prolungare la nostra sofferenza – continua la referente di Aifvs – Conosciamo persone in situazioni analoghe alla nostra che hanno aspettato anche dieci o quindici anni prima di avere un pronunciamento del tribunale. I legislatori devono partire da un punto fermo: non c’è niente di più terribile che perdere un figlio, nessuno lo può restituire. Che senso ha perdere anni per quantificare il livello di disperazione di un genitore?».

La senatrice di Castelfranco Patrizia Bisinella segue da tempo e con attenzione l’Associazione Famigliari e Vittime della Strada e più in generale le problematiche legate agli incidenti stradali. La Lega Nord a luglio scorso aveva depositato una proposta di legge per l’introduzione del reato di omicidio stradale, con pene dai sei ai dodici anni per i colpevoli. «Porterò le richieste dell’associazione in Parlamento – dichiara la senatrice Patrizia Bisinella – La possibilità di includere anche le condotte manifestamente irresponsabili, come ad esempio sorpassi azzardati o alta velocità, tra quelle rientranti nel reato di omicidio stradale è certamente da valutare. Seguirò la questione in prima persona, l’attenzione del nostro gruppo sul tema è alta: già a luglio avevamo presentato un disegno di legge per l’introduzione del reato di omicidio stradale».