12/02/2015
Poste: «No a chiusura sportelli trevigiani, subito concertazione coi comuni»

TREVISO – «Trovo inaccettabile il nuovo piano di riorganizzazione di Poste Italiane: invito il ministro competente ad attivarsi per favorire il dialogo coi territori coinvolti». Lo afferma la senatrice trevigiana della Lega Nord Patrizia Bisinella, che sul caso della chiusura degli uffici postali veneti ha presentato un’interrogazione urgente al ministro per lo Sviluppo economico Federica Guidi.

Il piano nazionale comunicato recentemente da Poste Italiane prevede, a partire dal prossimo 13 aprile, la chiusura di 46 uffici postali in Veneto, 15 dei quali nella sola provincia di Treviso, e l’apertura a giorni alterni di molti altri, ritenendoli “improduttivi” o “diseconomici”, nonostante lo Stato italiano eroghi cospicui contributi in favore Poste Italiane per l’erogazione dei servizi essenziali.

«La decisione unilaterale di Poste Italiane di procedere a questa razionalizzazione – sottolinea la parlamentare della Lega – penalizza fortemente il territorio e sta suscitando proteste dei sindacati e reazioni dei pubblici amministratori, prima di tutto per gli enormi disagi che si troveranno a vivere i residenti, soprattutto gli anziani, ai quali verrà negata la possibilità di usufruire con la dovuta comodità di servizi essenziali quali il pagamento delle bollette o la riscossione della pensione, con la conseguenza di essere costretti a frequenti e difficili spostamenti. I servizi postali, in particolare per le famiglie e le imprese, sono fondamentali nello svolgimento di moltissime attività quotidiane. La limitazione degli orari di apertura pone in serie difficoltà i privati, i turisti e tutto il bacino industriale del territorio».

 

«Poste Italiane Spa – puntualizza Bisinella – è una società a capitale interamente pubblico, detenuto al 100 percento dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che gestisce i servizi postali in una condizione di sostanziale monopolio e che garantisce l’espletamento del servizio universale sulla base di un contratto di programma siglato con lo Stato, in cui la società si impegna a raggiungere  determinati obiettivi di qualità, tra cui quelli concernenti l’adeguatezza degli orari di apertura degli sportelli rispetto alle prestazioni richieste».

Proprio per questo Bisinella chiede al ministro «di intervenire, anche favorendo una concertazione fra la direzione di Poste Italiane Spa e le amministrazioni locali, anche attraverso l’Anci, per evitare che decisioni unilaterali arrechino disagi agli abitanti del territorio della Provincia di Treviso, al fine di garantire l’effettiva erogazione di un servizio pubblico di qualità, puntuale e capillare nel rispetto dell’accordo di programma».