03/10/2014
Sit-in disabili in stazione a Montebelluna, Bisinella bendata prova il percorso da non vedente

MONTEBELLUNA – Ha provato che cosa significa recarsi ai binari nelle stesse condizioni di un cieco questa mattina la senatrice Patrizia Bisinella: insieme a Massimo Vettoretti, non vedente e presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Treviso, si è spostata da un binario all’altro bendata. È avvenuto nel corso del sit-in organizzato in stazione a Montebelluna dalla stessa Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti in collaborazione con la Fish e le associazioni dei disabili motori del Veneto per richiamare l’attenzione sulla carenza di infrastrutture per i disabili nei trasporti pubblici.

 

«Ringrazio i referenti dell’associazione per avermi fatto constatare di persona quanto sia enormemente difficoltoso prendere un treno in condizioni analoghe alle loro – afferma Bisinella -. Mi sono resa conto ancor più di quanto indispensabili siano per i non vedenti accorgimenti architettonici come ad esempio le pavimentazioni in rilievo in prossimità dei binari, che ho visto mancare anche a Montebelluna, se non al primo binario. Almeno per questi interventi basilari, ma ci sarebbe necessità di molto altro, è necessario individuare urgentemente delle risorse».

 

«Ho notato che diversi partecipanti al sit-in in stazione sono giunti in macchina e non in treno, proprio in quanto impossibilitati ad avvalersi di questo mezzo di trasporto, la qual cosa la dice lunga sulla gravità della situazione – aggiunge Bisinella -. Ho già presentato un’interrogazione al ministro alle Infrastrutture e trasporti Maurizio Lupi per chiedere che cosa il governo intenda fare, in sinergia con istituzioni competenti e Trenitalia, per rimediare alle carenze strutturali con cui le categorie più deboli come i disabili devono fare i conti.

Sarà tuttavia solo la prima di una serie di azioni che porteremo avanti per provare concretamente a trovare soluzioni: ognuno deve fare la propria parte, ma serve attivarsi subito. Scelte politiche e strategie di intervento da parte di governo e società privata devono essere recuperate dalla miriade di sprechi cui si assiste sempre. Non è pensabile che persone affette da handicap, la cui esistenza è già di per sé complicata, debbano combattere quotidianamente con il sistema anche solo per spostarsi per le proprie esigenze di vita».

 

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