30/04/2014
«In Veneto non c’è spazio per altri immigrati»

TREVISO – «In Veneto non c’è più spazio per altri immigrati, abbiamo già dato abbondantemente e abbiamo sempre dimostrato la nostra solidarietà, ma occorre essere realisti e concreti, abbiamo già fin troppi stranieri cui provvedere». Lo dichiara la senatrice trevigiana della Lega Nord Patrizia Bisinella saputo dell’arrivo previsto per oggi di altri 25 clandestini in provincia di Treviso in base a quanto annunciato dalla Prefettura.

 

«È questione di buon senso e attenzione prima per i nostri concittadini, siamo in un sistema economico, sociale e sanitario ormai al collasso – aggiunge la parlamentare di Castelfranco Veneto – Abbiamo il dovere morale di pensare prima alla nostra gente che ha perso il lavoro, che non arriva alla fine del mese, e purtroppo di questi tempi fin troppe sono le nostre famiglie che hanno bisogno di risorse, alloggi e assistenza.

Anche i prefetti della nostra regione hanno espresso preoccupazione l’altro giorno al ministro Alfano. Quella cui stiamo assistendo è una vera e propria ondata migratoria senza precedenti alla quale non si può rispondere in una maniera così incompetente ed irresponsabile come sta facendo questo governo».

 

«Mi urtano davvero i discorsi ipocriti che fin da troppe parti sento fare in questi giorni – incalza Bisinella -. I veneti non sono più in grado di accogliere e mantenere nuovi arrivi. Coloro che parlano demagogicamente di accoglienza pensino al fatto che sono già moltissimi gli immigrati da noi presenti che hanno perso il posto di lavoro e stanno ritornando nei paesi di origine. Pensino a quanto ci costano i clandestini, siamo a 10 mdl di euro di tasse pagate dai cittadini italiani.

Noi della Lega Nord siamo per la concretezza: devono essere effettuati i respingimenti e l’Europa deve assumersi le proprie responsabilità e darci risorse per provvedere alle emergenze cui devono far fronte gli enti locali. L’operazione Mare Nostrum è fallita, rappresenta solo un favore agli scafisti che strumentalizzano gli sbarchi e lo testimoniano le dichiarazioni degli arrestati, che si sentono pure tranquilli di non subire alcunché, pubblicate l’altro giorno su tutti i giornali.

In audizione nella mia Commissione al Senato il Ministero ha confermato che quest’anno è prevista una spesa, solo per l’immigrazione clandestina, pari a 10 miliardi di euro tra costi diretti e indiretti. Noi pensiamo che queste risorse debbano essere impiegate nella lotta alla disoccupazione, incentivando nuove assunzioni e spezzando la spirale della disoccupazione giovanile ormai sopra il 40 per cento e quella complessiva attestata al 13 per cento e per aiutare gli over 50 che non riescono a rioccuparsi».